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25 novembre – Giornata contro la violenza sulle donne

“Se l’è cercata.”

“Non doveva vestirsi così”.

“Perché ha fatto quel video e si è fidata?”.

“Ha sbagliato.”

“Se l’è meritato…”

Le parole che feriscono, le parole che fanno male, del pregiudizio.

Il dolore di una fiducia data, il dolore di un amore che si è trasformato in percosse, il dolore di una vita rubata.

Noi diciamo #BASTA a qualsiasi tipo di violenza.

#NO alla violenza psicologica, #NO alla violenza fisica.

Il Coordinamento Donne Acli di Ascoli Piceno manifesta il suo pensiero contro la violenza di genere, e lo fa con l’illustrazione della graphic-novel “Io Sono Una” (storia di violenza e abusi) e con i versi della poetessa Tishani Doshi:


Le ragazze stanno uscendo dai boschi,
avvolte in mantelli e cappucci,
hanno sbarre di ferro e candele
e moltitudini di cicatrici, raccolte
su ettari di erba prematura e su
autobus, nei templi e nei bar. Le ragazze
stanno uscendo dai boschi
con le mutandine legate sulle labbra,
fanno un tale fracasso, è impossibile
non sentirle. Sta parlando anche il mondo?

Davvero sta chiedendo, Cosa vuol dire
dare a qualcuno il giusto riposo? Le ragazze
stanno uscendo dai boschi, alzando
le loro gambe rotte, su su, colando segreti
da cosce non strette, tutte le bugie
sussurrate da sconosciuti e allenatori
di nuoto, e zii, specialmente zii,
che dicevano che allargarle sarebbe stato lieve
e facile, che hanno messo pallottole nei loro petti
e hanno dato in pasto i loro bei visi al fuoco,
che hanno risucchiato via tutto il fango
dalle loro costole, e hanno decorato
le loro bare con sterpi. Le ragazze stanno uscendo
dai boschi, facendo spazio a terra
per sparpagliare le loro storie. Anche quelle ragazze
trovate morte nei fossi e nei pozzi,
quelle dimenticate nelle soffitte neglette,
e seppellite nei letti del fiume come sedimenti
di un secolo diverso. Sono strisciate
fuori da dietro le tende
dell’infanzia, il peso argento-rosa
dei loro corpi che spinge contro l’acqua,
contro la triste, piumata corrosione
della reminiscenza. Le ragazze stanno uscendo
dai boschi come uccelli che arrivano
nelle finestre mattutine – beccando
e canticchiando, fino a che puoi sentire solo
l’infrangersi dei loro cuori minuscoli
contro il vetro, la brillante disperazione
del suono – frantumando, svanendo.

Le ragazze stanno uscendo dai boschi.

Arrivano. Arrivano.

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